itsqenfrderoes
FacebookTwitterLinkedinRSS FeedPinterest

Anatocismo bancario, un divieto ancora applicato

Anatocismo bancario, un divieto ancora applicato

di Daniele Ferrari- Dottore Commercialista

Lunedì 13 Febbraio 2012 11:54

Il contratto di mutuo è un negozio giuridico di natura finanziaria tra due soggetti denominati rispettivamente mutuante-creditore, che è colui che concede il prestito, e mutuatario-debitore, che è colui che lo riceve.
Quest’ultimo, oltre alla restituzione del capitale ricevuto, deve corrispondere al finanziatore il compenso (interesse) in misura proporzionale (ma non progressiva) all’ammontare del prestito ed alla sua durata.
Giova ricordare che nella realtà fattuale è molto frequente l’ammortamento del prestito col metodo “Progressivo “ o “Francese” nel quale l’estinzione del prestito avviene attraverso il pagamento di una rata costante da versare periodicamente (a scadenza prefissata) e comprensiva della quota capitale e della quota interessi.
Tra i vari metodi di ammortamento conosciuti, quindi, il più usato è certamente quello Progressivo a Rate Costanti o Metodo Francese. Caratteristica peculiare del metodo è quella di mantenere costante la rata (r = ck + ik) per l’ intera durata del prestito e poiché la quota interessi decresce man mano che il debito viene estinto, aumenterà, conseguentemente, la quota capitale.
Tale metodologia, però, utilizza una formula al cui interno (e più precisamente al denominatore) si trova il famoso binomio di Newton o fattore di capitalizzazione composta (1+I)^n (vietato dalla legge ai sensi degli art. 821 e 1283 del c.c.). Tale binomio è un fattore olimpionico di velocità responsabile della maturazione degli interessi non già in modo proporzionale (in ragione del tempo) così come previsto dall’art. 821 c.c., bensì’ in modo esponenziale. Per tali ragioni l’utilizzo di una siffatta formula è inaccettabile e contra legem.

Spesso, quindi, nella parte letterale del contratto verrà stabilito un tasso rispettoso del sistema civilistico italiano circa la maturazione degli interessi, mentre nella realtà fattuale inaspettatamente, verrà utilizzato il c.d. ammortamento alla Francese: ossia un metodo che comporta la restituzione degli interessi mediante l’utilizzo della capitalizzazione composta.
V’è da ricordare che il tasso nominale di interesse pattuito nel contratto di mutuo, non si può assolutamente maggiorare nel piano di ammortamento, né si può mascherare tale artificioso incremento nel piano di ammortamento, poiché il calcolo dell’interesse nel piano di ammortamento deve essere trasparente ed eseguito secondo le regole matematiche dell’interesse semplice.
La banca che utilizza nel contratto di mutuo questo particolare tipo di capitalizzazione, viola non solo il dettato dell’art. 1283 c.c. ma anche quello dell’art. 1284 c.c., che in ipotesi di mancata determinazione e specificazione, ovvero incertezza ( tra tasso nominale e tasso effettivo del piano di ammortamento allegato al medesimo contratto), impone l’applicazione del tasso legale semplice e non quello ultralegale indeterminato o incerto, V. sentenza n. 113 del 29/11/2008 del Tribunale di Bari – Sezione distaccata di Rutigliano!

tratto da CorriereSalentino.it

Contattaci al numero verde


Non aspettare ancora e CHIAMA IL NUMERO VERDE cliccando qui 0510217778 , ogni istante è importante e non puoi perderlo per pensare a cosa fare. I nostri legali ti spiegheranno GRATUITAMENTE come agire SUBITO per proteggerti oggi ed anche in futuro da imprevedibili e negativi eventi che ti possono rovinare la vita.


Noi tutti di Tutela Debiti vogliamo semplicemente aiutarti a capire gli errori che hai commesso, per poterti poi indicare come risolverli nei termini di legge, così da non trovarsi ancora in futuro con le stesse problematiche, e soprattutto, insegnarti come tutelare i tuoi beni per non correre il rischio di perdere tutte le tue proprietà faticosamente guadagnate nel corso della vita.

 

Ultima notizia

Sforbiciata a metà dei debiti. Ecco il p…

Un semplice tratto di penna che libera un consumatore dalla metà dei debiti. Un'assoluta anteprima per l'ordinamento italiano, poco conosciuta che ha visto omologato oggi a Pistoia, grazie al M.d.C...

Debiti col Fisco, uno su due paga a rate

Equitalia. «Più del 50% delle riscossioni è avvenuto tramite un dilazionamento» Gli italiani pagano a rate i debiti con il fisco, anche se di piccolo importo. Nell’anno che si è...

Anatocismo: banca condannata a risarcire…

Grande svolta in ambito di anatocismo bancario: il Tribunale di Treviso (sezione di Montebelluna, Giudice Susanna Menegazzi) con la sentenza n. 1101/13 del 10/6/13 ha condannato Banca Intesa a...

Le Iene e il tasso di usura delle banche

La Iena Luigi Pelazza ha indagato sui tassi di interesse delle banche e ha rilevato che in molti casi, sui prestiti che le banche hanno fatto in ...

Nella Legge di Stabilità 2013: possibile…

Equitalia fa un passo indietro sulle cartelle pazze; infatti saranno gli enti creditori ad occuparsi del diniego o dell’accoglimento della domanda di sgravio, alla società di riscossione rimarranno in gestione...